05/02 Torbiere del Sebino - GrEsGa

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05/02 Torbiere del Sebino

Diario di Bordo > 2025
Lago d'Iseo
Riserva Naturale delle Torbiere
05/02/2025
Anche se la “Giornata delle Zone Umide” è già stata celebrata giusto tre giorni fa, eccomi comunque qui a Provaglio (330m), o meglio in quella zona paludosa a sud del lago d’Iseo che sembra fatta apposta per rivivere una delle tante avventure di “Tom Sawyer”, un prezioso scrigno di biodiversità conosciuto come “Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino”.

Con tanto di biglietto già in tasca, eccomi pronto a imboccare la via che ai piedi del Monastero di San Pietro in Lamosa s’infila sotto l’arco di un ponte, prima d’innalzarsi lungo il sentiero che al di là della ferrovia cala giù tra gli umidi prati della torbiera e consente poi di proseguire fin al primo bivio del giorno (15min). Giusto il tempo per un’occhiata alla mappa della zona, e tralasciando per ora lo stretto istmo che qui attraversa da parte a parte l’intera palude, e sulla destra mi avvio sul circuito antiorario dell’area nord del parco. Una passerella che tra piante acquatiche e canneto nel frattempo porta a una panoramica terrazza, prima di proseguire fin all’ormai vicina trattoria “Fontanì” (10min), una sorta di fattoria e unico punto ristoro all’interno dell’oasi, e che a due passi dalla strada rappresenta una via alternativa per accedere al parco stesso. Lasciandomi così alle spalle sia trattoria che annesso pollaio, non resta che riprendere il sentiero che superato nel frattempo un fazzoletto di terra coltivato a olivi e vigneto si mantiene poi parallelo alla strada, e con la cima del Guglielmo ben in vista porta dritto al Centro d’accoglienza visitatori della Riserva Naturale (20min), una bella struttura che come da calendario oggi è chiusa per bassa stagione. Raggiunta così l’entrata nord del parco, lì poco in disparte dalla trafficata provinciale torno in pista seguendo per qualche decina di metri ancora il sentiero principale, prima di deviare a sinistra sull’indicazione per la torretta di Birdwatching, una sorta di penisola circondata dall’acqua che dritta al cuore dell’acquitrino termina proprio ai piedi di una pittoresca palafitta in legno (20min), posto giusto questo per osservare con discrezione la vita della palude e dei suoi abitanti. A parte poche anatre e qualche altro pennuto che qui han deciso di svernare, oggi non resta che accontentarsi di qualche scatto fotografico sulle acque immobili dello stagno, prima di tornare a ritroso fin sulla terra ferma, dove disegnando un ampio arco e ripiegando verso sud, il sentiero prosegue ora lungo la riva occidentale dell’area paludosa fin ad arrivare là dove inizia il circuito centrale del parco (40min). Ed è così che nell’ombra di patriarcali platani, salici e ontani, lì nel fitto canneto son pronto a imboccare il sentiero che qui separa nettamente l’area nord da quella sud della Riserva Naturale. Un lungo e stretto camminamento a pelo d’acqua, dove alternando lingue di terra emerse a suggestive passerelle in legno, di tanto in tanto mi ritrovo affacciato alla finestrella di qualche strategico capanno, brevi pause che permettono di cogliere al volo qualche fugace battito d'ali, mentre con la bianca Croce di Provaglio che là difronte svetta nitida nel cielo, alla fine dell’attraversata approdo sull’opposta sponda della torbiera (20min), punto d’inizio ma non di fine giornata. Infatti abbandonando per ora i canneti e le sponde della torbiera, sui miei passi torno fin all’entrata di Provaglio (15min), dove lì davanti al Monastero stavolta sull’indicazione per il circuito sud della torbiera calo brevemente giù dalla stretta viuzza che poco più in basso attraversa il passaggio a livello della ferrovia Brescia/Edolo, prima di proseguire sulla bella sterrata che tra prato e bosco aggira la parte meridionale dell’area paludosa. Un tranquillo percorso della salute scandito da piazzole attrezzate per l’esercizio fisico, dove tra vispi leprotti e pazienti pescatori appostati a bordo dei stagni, senza fatica o dubbi d’orientamento nel frattempo mi ritrovo nei pressi di Corte Franca, altra entrata ufficiale della Riserva Naturale (30min).
A questo punto, per tornare là dove tutto è iniziato non rimane che attraversare nuovamente la lunga passerella centrale e arrivare così giusto in tempo per l’apertura al Monastero di San Pietro in Lamosa (30min), dove per concludere in bellezza niente di meglio che dare una sbirciatina al chiostro interno e ai preziosi affreschi custoditi nella sua chiesetta.
Dislivello assoluto 35m.
Tempo di cammino ore 3:20.
Lunghezza tragitto Km 13.

NOTE:
Come da chiare indicazioni che potete trovare sul sito ufficiale, nella riserva è vietata ogni forma di disturbo della fauna e di danno alla vegetazione, introdurre animali, gettare immondizie e abbandonare i percorsi segnalati. Pertanto, dopo aver pagato il tiket d’ingresso (2€ da pagare all’apposito distributore automatico che si trova alle entrate ufficiali di Provaglio, Iseo e Corte Franca) nella Riserva è consentito accedere solo a piedi ogni giorno dell’anno, festivi compresi, dall’alba al tramonto.
                                
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