06/03 M. Cerbiolo
Diario di Bordo > 2025
M. Baldo
monte Cerbiolo
06/03/2025
A precipizio sulla Val dell’Adige e in disparte dalla catena principale del
Baldo, il Cerbiolo è una vetta ingiustamente ignorata dai più, dove ben oltre
il dirimpettaio altopiano della Lessinia, la vista si protrae fin ai più
lontani gruppi del Pasubio e del Carega.
Dall’ampio parcheggio di Novezza (1232m) il nostro giro antiorario attorno al Monte delle Erbe inizia calando giù per un breve tratto lungo la provinciale, prima di prendere l’evidente traccia che tra i prati alla nostra sinistra passa sotto l’ex rifugio Cedron e va a infilarsi poi nella folta faggeta (10min), una deviazione questa che risparmiandoci i monotoni tornanti della strada va a intercettare giù nei pressi dell’osservatorio astronomico il sentiero “Michele Dusi” (1208m,10min). Con il crinale innevato del Baldo alle spalle è sufficiente seguire la comoda forestale che a est punta dritto a casara Gambone, una proprietà privata questa con tanto di cavalli al pascolo, dove lì alle pendici meridionali della Costa Matta la strada fin qui seguita curva decisa verso nord. Cambiando così direzione e versante del Monte delle Erbe, nell’ombra della folta faggeta abbandoniamo ben presto il segnavia 657 per proseguire dritti sulla comoda carrabile che più avanti esce dal bosco e risale al bivio di malga Prazzagano (1290m, 50min), una tipica costruzione del Baldo che lì appollaiata sull’omonimo dosso sembra impaziente d’aprire le porte alla bella stagione. Al sentiero che davanti a noi cala giù a malga Cerbiolo, preferiamo quello che mantenendosi a mezza costa sotto cima Paloni prosegue dritto nel bosco, fin a sbucare nell’erbosa sella di Passo Cerbiolo (1370m, 50min), punto d’incontro di più sentieri dove antichi cippi datati 1754 testimoniano ancora oggi l’antico confine tra Tirolo e Repubblica di Venezia. Affacciati sulla Val d’Adige siamo così pronti ad abbandonare momentaneamente il nostro circuito ad anello per risalire i pochi metri che ci separano da malga Fassole Alte (1420m), altra originale costruzione in pietra della zona ben restaurata dagli amici del CAI di San Pietro in Cariano, dove giusto una breve sosta, ed eccoci lì ad arrancare su per l’innevato pendio che in alto termina sulla cima del Cerbiolo (1559m, 30min), un vertiginoso cucuzzolo ben esposto sulla Val d’Adige dove il gruppo del Carega e le creste del Baldo danno spettacolo, e dove le poche pietre rimaste di un vecchio ricovero della Grande Guerra sono il posto giusto per consumare la nostra sosta rancio. Raggiunto così l’obiettivo della giornata, non resta che tornare giù in picchiata al sottostante passo (20min), dove stavolta ai piedi di Punta Redutte riprendiamo il nostro circuito ad anello seguendo l’indicazione 661 del “Sentiero Degli Archetti”. Un impervio e stretto traversone tutto in contropendenza che nell’ombra della faggeta è ancora ricoperto da un strato di neve ghiacciata, un imprevisto questo che rallenta di molto il nostro passo e richiede più attenzione del solito, ma che non impedisce comunque di proseguire sull’interminabile saliscendi e andar a intercettare fuori dal bosco il trasversale segnavia 80 del classico “Giro Malghe” (1350m, ore1:10).
Finalmente baciati dal sole e su terreno più sicuro, a questo punto non resta che seguire alla nostra sinistra il sentiero che passando dinnanzi alla presa d’acqua di località Acquenere risale senza fatica fin al Caval di Novezza (1433m, 15min), dove al cospetto delle vette innevate del Baldo è sufficiente calare lungo la provinciale stessa, per concludere così in bellezza al nostro punto di partenza (15min). Dislivello assoluto 351m. (↑586m, ↓526m).
Tempo di cammino ore 4:30.
Lunghezza tragitto Km. 13.