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Diario di Bordo > 2019
Dos dei Gembri →rif. Viòz.
03 agosto 2019
Lasciata alle nostre spalle la stazione della seggiovia e percorso un breve tratto del sentiero che prosegue nella Val delle Mite, alla nostra destra deviamo poi sul segnavia 139 “senter dei tedeschi” fino a portarci a ridosso di Cima Viòz, dove tralasciata la traccia che risale fin sulla croce della stessa, a sinistra intraprendiamo il lungo percorso che a N/W segue l’impervia via di cresta. Oltre al toponimo “Viòz”, l’altro comun denominatore che qui caratterizza l’affilata cresta rocciosa è la fatica, infatti guadagnando gradualmente quota lungo il segnavia 105 e superata più avanti l’insellatura che separa la precedente Cima dal successivo Dente di Viòz, passando dal versante in vista della Val Mite a quello affacciato sull’opposta Val Zampil e aggirato nel frattempo il fianco destro del torrione roccioso del Dente stesso, ecco che incrociato il sentiero che risale direttamente dalla Val Mite e arrancando sempre più faticosamente tra i grossi massi del “Rastel”, più in alto perveniamo al decisivo cambio di pendenza della bocca del “Brik” (3206m, ore3), un'esposto e attrezzato passaggio tra le rocce, dove anche la breve sosta per far strada a chi sta scendendo è la scusa giusta per tirar fiato. Superato senza particolari difficoltà il stretto passaggio e risaliti subito dopo la serie di tornantini che al di là di un spallone roccioso riportano sul versante occidentale, ecco che dopo aver intersecato il nuovo segnavia proveniente dalla stazione di Pejo 3000 ci attende l’ultima e impietosa salita della giornata, un’erto e interminabile tratto detritico che in alto termina sul piccolo ripiano del rifugio Mantova al Viòz (3535m, ore1:30), un suggestivo nido d’aquila appollaiato ai piedi dell’omonimo monte, dove oltre a vitto e alloggio ci attende un'incantevole vista, che all’ultima luce del giorno spazia su monti, valli e ghiacciai dell’esteso circondario.
Dislivello assoluto 1213m.
Tempo totale di cammino ore 4:30.
Lunghezza tragitto Km 5.